Glicini

Glicini, fiori di primavera. In questo periodo dell’anno, qui da queste parti, dove abito io, ma  credo anche in altre zone della città è tutto un fiorire di glicini. Strabordano dai muri di cinta dei giardini, sopra le cancellate, si arrampicano sui muri e circondano finestre. Fanno tanta primavera con il loro colore viola, i fiori a grappolo che ricadono come ciondoli sulla testa di chi passa sotto di loro.

Oggi la fioritura era magnifica. Se ne vedono dappertutto, basta girare un po’ lo sguardo ed eccoli a rendere gioioso anche un giorno piovoso come oggi. Fanno allegria, con la loro abbondanza, il loro straripare oltre i muri quasi a voler dire: “Guardami! Ammirami!” E io li guardo e li ammiro, li vorrei sotto gli occhi ogni momento per cogliere ogni sfumatura di colore, ogni petalo che si schiude a formare il grappolo che pende e oscilla nella brezza del pomeriggio.

Non posso che fermarmi e incantarmi davanti alla loro perfezione, al disegno che ricamano per qualche giorno lungo le strade facendo capolino come se volessero fuggire dai giardini dove sono rinchiusi e volessero mostrare la loro opulenza e i loro colori al mondo.

Si dice che sia la pianta dell’amicizia, della bellezza, della longevità e della salute, E non ho difficoltà a crederci. A Firenze esiste un bellissimo pergolato lungo 70 metri e largo 4,6 di glicini nel giardino di Villa Bardini che ho visitato qualche anno fa, con un’amica che ora non c’è più. Anche lei fa parte di quell’amicizia che il glicine tende a rafforzare. Ma non voglio essere triste per questo; oggi voglio solo celebrare la meraviglia per un fiore che in primavera ci regala tutta la sua bellezza.

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