Al rallentatore

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Stamattina ho fatto tutto al rallentatore, svegliata al rallentatore, vestita al rallentatore, fatto colazione al rallentatore, uscita al rallentatore… La mia uscita è stata una passeggiata al rallentatore verso la campana del vetro dove ho depositato qualche coccio frangibile, verso il fontanello dove ho riempito tre bottiglie di acqua gasata e ho detto buongiorno a due persone, verso il banchetto gioielleria dell’ortolano del sabato dove ho fatto mettere in un sacchetto un piccolissimo mazzetto di asparagi e una grappolino di pomodori per la modica cifra di 6 euri e rotti. Ma anche loro devono pur vivere? No? 

Poi al rallentatore verso casa… Al rallentatore si è fatto mezzogiorno e se penso che devo ancora andare alla Coop a prendere un po’ di pane e un cartone di latte, mi vien male!

Poi è arrivato il messaggio della creatura che mi chiede se  voglio andare a pranzo da lui. Si, ci andrò al rallentatore, farò le scale al rallentatore e col fiatone e così – dopo – al mio ritorno a casa ne approfitterò per concludere alla Coop la mia spesa del sabato santo. Santo! Santo cielo!

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