
Questa è Antella, un grumolo di case attorno alla chiesa e alla Coop. Don Camillo e Peppone qui ci starebbero benissimo! In una conca tra le colline che vanno verso il Chianti è un paese di passaggio, ma non di quelli che hanno la strada in mezzo e le case di qui e di là. C’è la piazza, con la chiesa e il monumento a Peruzzi che qui pare sia stato un personaggio. Io non ne so molto, sono nuova.
Poi c’è la Coop, non molto grande, ma c’è tutto il necessario. Il giovedì c’è il mercato, quello delle cose varie che allinea le bancarelle lungo l’Isone, il corso d’acqua che scorre accanto ai giardini, e quello delle cose alimentari: frutta, verdura, formaggi. Alcune bancarelle sono di coltivatori locali e i loro prodotti, a chilometro zero, costano in proporzione inversa alla distanza che devono percorrere. Spesso io guardo e poi proseguo per il rassicurante supermercato, sperando che la Cooperativa mi assicuri almeno la metà della freschezza che trovo fuori.
Intorno alle case c’è molto verde, un bel giardino con i giochi per i bambini, passeggiate appena fuori l’abitato che sembra di essere in campagna, insomma un luogo piacevole in cui vivere, molto diverso da dove abitavo prima. Qui è un continuo saliscendi, lo si vede dalla fotografia che ho scattato, serve fiato per inerpicarsi verso l’alto, e io purtroppo in questo momento non ce ne ho. Ma non dispero. C’è molto da scoprire, c’è vita e movimento, alla “casa del popolo”, pardon… al Circolo ricreativo culturale c’è pure il cinema, peccato solo d’inverno, la pizzeria e una mensa che funziona dal lunedì al venerdì. Ottimi pasti per i lavoratori dei dintorni. Non manca la farmacia e la lavanderia, se si ha fame al volo c’è pure una pizzeria d’asporto.
All’Antella, nel suo piccolo mondo, c’è tutto. se non ci fosse l’autobus che fa capolinea proprio qui ai giardini, si potrebbe vivere senza mai uscire dal paese. I suoi 3000 abitanti se la passano bene. E da quando ci sto io siamo diventati 3001.
