
Disastrosa, inimmaginabile, fuori da ogni grazia di Dio. Fame è una parola terribile, che porta alla morte, all’annientamento del corpo e delle forze, porta all’odio e alla competizione per procurarsi qualcosa per nutrirsi.
Non so immaginare la fame, io che sono nata e cresciuta in un paese opulento in cui basta uscire di casa per trovare negozi e supermercati dove poter trovare tutto ciò che si desidera e anche di più.
Non so immaginare la fame io che vorrei dimagrire e contemporaneamente mi ingozzo di superfluo.
Non so immaginare di dover assaltare un camion che porta un po’ di farina, come non so immaginare di elemosinare una scodella di cibo io che sono tanto schizzinosa su quello che mangio.
Eppure a poca distanza dalla mia oasi di pace e ricchezza esistono luoghi in cui si muore… di fame… dopo che si è scampati alle bombe, al fuoco, alle malattie.
Provo a supporre… ma non ci riesco, so che quello che mi passa davanti agli occhi dell’immaginazione probabilmente è cento volte meglio della realtà e allora mi chiedo cosa potrei fare.
Poco, lo so: stendere un lenzuolo bianco a una finestra, scendere in strada con dei cartelli, donare a qualche organizzazione umanitaria, e poi? Non lo so, l’unica cosa che so è che vivo in un mondo in cui le differenze tra un luogo e l’altro sono enormi e forse non basta rinunciare a qualcosa per salvare una vita dall’altra parte del mare.
Non basta, ma ci si può provare, saremo una goccia. Ma come ha detto Madre Teresa di Calcutta “quello che noi facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno”


2 risposte a “Fame”
Ti ringrazio e ti rispetto. Io provo a fare la stessa cosa
Grazie a te.