
L’8 e il 9 di giugno in concomitanza con i ballottaggi delle elezioni che si sono svolte questo fine settimana si andrà a votare per i referendum.
Da un po’ di tempo a questa parte i referendum sono boicottati e nella stragrande maggioranza dei casi non raggiungono il quorum del 50% sufficiente a decretarne la validità. Ciò significa che le persone, i cittadini, non vanno a votare, non scelgono, non esercitano un loro diritto/dovere garantito dalla Costituzione.
Dopo aver tanto lottato per la possibilità di esprimerci col voto, ecco che si decide di non votare. di delegare ad altri, di affidarsi a una minoranza. Se in molti rinunceranno a recarsi ai seggi non onoreranno il loro dovere civico di votare, ben più che un referendum, sarà sconfitta una certa idea di democrazia. La democrazia come partecipazione.
Al di là dei quesiti che vengono proposti è proprio una questione di principio.
Non basta dire: “a me questi quesiti non interessano, sono pensionata che mi importa di chi lavora, se è tutelato o no?” oppure: “Non sono cose che mi riguardano“, il voto riguarda tutti.
Quindi prendiamo dal cassetto la nostra tessera elettorale – noi ce l’abbiamo tanti popoli no – e presentiamoci al seggio!

