Il silenzio è d’oro

Come per il mio laboratorio di scrittura silenziosa, che mi sono inventata io, ma forse era già stato inventato da qualcuno che non so, ho scoperto che esiste anche il “Silent Book Party“, che significa incontro di lettura silenzioso.
Il silenzio dunque è un valore aggiunto di cui non sento il bisogno solo io. E una formula pensata per chi ama la lettura e per un’ora desidera condividere la sua passione con altre persone. In silenzio ognuno legge il suo libro, non servono parole, ma la compagnia è lì palpabile e concreta.
I silent book party sono nati relativamente poco tempo fa a NY quando un gruppo di amici ha sentito il desiderio di ritrovarsi per leggere silenziosamente insieme. Ben Bradbury, Tom Worcester, Charlotte Jackson e John Lifrieri, quattro amici tra i venti e i trent’anni — decidono di spegnere i telefoni, portare un libro a scelta e dedicare un paio d’ore alla lettura in silenzio sulla terrazza della residenza di uno di loro.
Questo nell’agosto di 2 anni fa.
L’evento, raccontato sui social, ha subito attirato curiosità e partecipazione. Nel giro di poche settimane il gruppo fonda la community chiamata Silent Book Club NYC (poi ribattezzata Reading Party™ marchio registrato), spostando gli incontri in caffè, parchi pubblici e biblioteche, rendendo l’esperienza accessibile a tutti.

A volte una piccola idea, apparentemente impossibile da realizzare incontra un bisogno latente, che la rende universale.

Oggi anche in Italia ci sono gruppi di persone che si ritrovano in silenzio per leggere insieme, un atto rivoluzionario, contrario a tutte le teorie che vogliono la società rumorosa e invadente.

Il piacere della lettura, il lusso della disconnessione.

Per chi ne vuole sapere di più basta fare una veloce ricerca su internet, si troveranno moltissime pagine dedicate ai Reading Party™.

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