
Ho passato un po’ di tempo stamattina a leggere la posta e a soffermarmi su alcuni articoli che necessitavano di un po’ di attenzione. Non mi capita molto spesso di avere tempo per stare su un concetto, una idea, uno spunto che mi fa pensare. Stamattina me lo sono preso, con calma perché non si può sempre correre, né si può sempre stare con le mani in mano a pensare al dolore e alle malattie.
Questi momenti di pausa mi fanno bene, dimentico per un po’ il mio corpo ed esco nel mondo pur stando sempre nel mio rassicurante nido.
Ho scoperto stamattina che a Milano fra pochi giorni si terrà il “Festival della peste” che a dispetto del nome da vita a interessanti momenti di vita. Quelli che vi partecipano sono chiamati “pestiferi” – geniale – e potrei anche io identificarmici.
Poi ho letto un bell’articolo, non delude mai, di Michele Serra sul concetto di Occidente – scritto con la maiuscola – da quello di occidente – scritto con la minuscola – quanta differenza può fare una lettera!
Ma mentre leggevo e mi lasciavo andare al piacere di scoperte inaspettate, ha cominciato ad accendersi una lampadina e ho cominciato a prendere appunti su quello che potrebbe essere il mio prossimo laboratorio. Succede sempre così, quando lascio scorrere in libertà i pensieri, questi, in un primo tempo, si affollano e si aggrovigliano, fino a quando riesco ad afferrarne un capo per avvolgerlo in un gomitolo ordinato. E dal gomitolo messo accuratamente da parte può nascere qualcosa, qualsiasi cosa: dal maglione alla presina, dipende dalla quantità di filo e dalla suo consistenza.
Intanto il gomitolo, sotto forma di appunti più o meno disordinati è lì, sulla mia scrivania, sono molto curiosa di capire che cosa ne uscirà.
