Smemoratezza

Stamattina ho letto un articolo sul Post che, se da una parte mi ha fatto riflettere, dall’altra mi ha anche consolata. Ho già detto che tra le “deficienze” che l’età mi sta regalando c’è anche la smemoratezza. A volte dimentico la sera ciò che ho mangiato a pranzo e devo fare uno sforzo per ricordare le cose più basilari. Per fortuna poi ricordo tutto e in ciò mi aiuta anche il fatto che ho l’abitudine di scrivere sul diario le cose più importanti.
Per questo mi ha colpito l’articolo che titolava: “Il popolo degli smemorati, mai tante chiamate ai vigili per aprire la porta di casa“.

Sembra che ci sia un sacco di gente che si chiude fuori casa e poi deve chiamare i Vigili del Fuoco per farsi aprire, sfondare la porta o rompere una finestra per poter rientrare.

Una volta – credo, ma non me lo ricordo – è successo anche a me per cui da allora cerco di essere attenta e soprattutto, come dice quello spot sullo shampoo, “cerco di prevenire”.

Per questo ho messo un bel cartello sull’uscio che dice: “Hai le chiavi? e il telefono?”. Oltre al mantra che recito prima di chiudere la porta: “Chiavi? Telefono?” unito a una toccatina alle tasche.

Perché, oltre le chiavi, quando esco serve anche il telefono, appendice indispensabile per stare in contatto con il mondo. Così non rischio più di restare chiusa fuori e dover chiedere un telefono in prestito per chiamare i pompieri e farmi aprire.

Sì, queste sono le gioie dell’età e se devo attivare qualche accorgimento per evitare grane ben vengano. Evviva i settant’anni, ahimè, quasi ottanta.

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