
In questo momento mi servono tempi lunghi, anche se so che avere tempi lunghi limita moltissimo le mie attività.
Un esempio: per svegliarmi la mattina ho bisogno di un po’ di tempo per la decantazione tra la notte, che spesso ho passata insonne, e le attività della giornata. Uscita faticosamente dal letto, devo mettermi in poltrona e aspettare che il mio fisico si svegli, non dal sonno perché non ho dormito, ma dal torpore per mettere in moto il mio corpo.
È come quando un sub fa un’immersione e non può risalire in fretta perché deve essere prudente. Certo io non rischio embolie gassose, ma il movimento, l’agire velocemente, mi destabilizza. Per avere la mente lucida e iniziare la giornata devo muovermi lentamente. La poltrona è il passaggio intermedio che mi consente di risalire e affrontare la giornata.
Solo che così il tempo passa e tutte le attività del mattino, che prima erano la mia benzina quotidiana, vengono posticipate e spesso mi ritrovo a mezzogiorno senza aver compicciato niente.
Così è la mia vita in questo momento.
Passerà? Mi dico che passerà. Voglio credere che passerà.
