Quello che è successo a Modena sabato scorso ha avuto su di me un triplice effetto.
- Il primo è stato quello immediato dell’orrore davanti a un avvenimento che ha coinvolto persone innocenti che si trovavano nel luogo sbagliato nel tempo sbagliato. L’ineluttabilità di ciò che è successo, il non poter sottrarsi all’agire di qualcuno che deliberatamente decide di far male, farsi male, pubblicamente e in modo violento.
- Il secondo è stato il ricordo immediato di me, sul lungomare di Santa Margherita Ligure, a braccetto con mia nonna Irma, che veniamo falciate, sul marciapiede, con la stessa modalità, da una macchina impazzita. Io che mi salvo perché ho la prontezza di saltare sul cofano della macchina che vedo arrivare, la nonna che cade, solo sfiorata, per fortuna. Ma due morti sull’asfalto, probabilmente meno attenti e meno giovani di me. Allora avevo poco più di 20 anni.
- La terza il desiderio di cercare su Google Map il luogo dove è avvenuto l’incidente (ma si può chiamare incidente?), un luogo che ho frequentato nella mia prima giovinezza, luogo che percorrevo a piedi per raggiungere “La vasca”, come si chiamava il “Portico del Collegio” sulla via Emilia, luogo dello “struscio” pomeridiano, da percorrere avanti e indietro proprio come fanno i nuotatori con le vasche.
Ho ripercorso piano piano le immagini che mi stava proponendo Google, cannocchiale sul mondo, e non ho ritrovato, a parte gli edifici immutabili, l’atmosfera che vivevo allora. Tutti i negozi sono cambiati, ora tante boutique e il negozio sull’angolo di salumeria sparito, Mi sono spinta più avanti e sono andata a cercare le finestre dell’appartamento dove abitavo da bambina, le ho ritrovate, sempre le stesse, e anche la finestra, dove si affacciava mia nonna, col cestino per ritirare la spesa, è la stessa ma non esiste più il negozio di frutta e verdura di fronte dove la nonna ordinava quello che le serviva. Il centro città sembra essersi trasformato in un grande mercato della moda, e mi viene da chiedere dove va a fare la spesa chi abita lì. Probabilmente in qualche supermercato di periferia dove si è trasferita la maggioranza della popolazione.
Anche il negozio di bottoni dove ho lavorato per una estate per pagarmi la villeggiatura è sparito, sostituito da un negozio di gadget per bambini.

Tutto cambia. Nulla rimane uguale.
