Vista dal cielo

Ieri, come quasi tutti i pomeriggi, mi sono persa sulle strade del Tour, come nei mesi scorsi mi ero persa su quelle del Giro. Non mi interessano tanto le prestazioni degli atleti, quanto i paesaggi che attraversano, vedute di un mondo che ormai non vedrò più dal vivo. Allora sogno sulle vedute di città sconosciute o di campagne verdi o gialle di grano, specialmente in questo periodo.

Ieri mi è capitato di fermare con una foto un campo accanto alla strada su cui stavano transitando i corridori, un campo di grano su cui era stato disegnata una figura che rappresenta un ciclista.

Visibile solo dall’alto è stata probabilmente tracciata con un trattore che ha falciato il grano dove serviva per far risaltare il disegno. Ciò di cui mi sono accorta, osservando bene il disegno è che voleva rappresentare il dipartimento N71 – Saona e Loira – che corrisponde proprio al numero lasciato sulla gamba del ciclista. Quello che stava attraversando la carovana del Tour.

L’ho visto come una forma di orgoglio del proprio paese, del territorio in cui stavano transitando i ciclisti. Un’opera d’arte effimera destinata all’occhio indiscreto dell’elicottero che l’ha colta. Un applauso all’artista sconosciuto .

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