
Prendo a prestito le parole di Beniamino Sidoti nel suo libro “Stati d’animo”. Che cos’è la Felicità?
Pensa a un posto meraviglioso.
Concentrati sull’orizzonte.
Ogni posto meraviglioso ha un orizzonte.
Lo Stato di Felicità è l’orizzonte.
Qualcuno ti dirà che non lo puoi abitare, ma puoi solo andare in quella direzione.
È solo parzialmente vero: non puoi vivere a lungo in nessuna regione interiore, ma puoi visitarle tutte. E capita di visitare anche il luminoso Stato di Felicità.
A me è capitato.
Te lo racconto.
Anzitutto non immaginarti l’album del viaggio, le corone di fiori, la gente che balla e che canta o cose simili. La felicità non è una gita organizzata.
La felicità è una sorpresa inaspettata, piuttosto. O il coraggio di fare qualcosa. Ma non te la devo spiegare, te la devo raccontare.
Lo Stato di Felicità, per dire, brulica di vita: sotto il sole radente le formiche si muovono piano accumulano briciole e piccoli semi, entrando da coni sabbia; sugli alberi piccoli uccelli fanno brevi voli cantando di tanto in tanto; dei gatti si muovono silenziosi concentrandosi su quei piccoli uccelli di prima, aspettando il momento giusto che non arriverà mai; delle farfalle volano e si posano su fiori che non somigliano loro per niente; le frasche filtrano i raggi del sole per fare chiazze di luce nella radura; dietro l’angolo c’è un odore che mi pare di riconoscere, lo inseguo non so cosa è, ma è lontano nel tempo, e potrebbe essere gelsomino, oppure no; c’è un cane che rincorre un frisbee.
Te l’ho raccontato?
C’è un sorriso, uno sguardo, un passo danzato; c’è un brano che ti parla, un terrazzo nascosto, un piatto perfetto; c’è un alchimista che unisce umor sacro e umor profano; c’è un segno segreto dietro tutte le cose; c’è un’ora in più in mezzo a una notte.
Il Paese di Felicità giace profondamente in me; eppure lo cerco allegramente in te.
L’immagine è di Paolo Rinaldi: “Due orizzonti (uno capovolto rispetto all’altro), quasi ad indicare che la strada per la felicità è possibile con un cambio di prospettiva, di vista. Può essere un gelsomino oppure un cane che al posto di un freesbee, è iteressato a un mappamondo, forse a un viaggio per conoscere psti nuovi. Una fata, una possibile personificazione della falicità, potrebbe suggerire, con il suo foulard arcobaleno (quasi una bandiera della pace ante litteram), un’altra via”
