-
10 novembre 2009

I gemelli diversi C’era una volta un re che aveva due figli gemelli: Tizio e Caio. Erano assolutamente identici; o meglio, erano molto diversi ma nessuno se ne sarebbe accorto. Su tutto ciò di cui ci si può accorgere, infatti, non c’era nessuna differenza: avevano occhi e capelli dello stesso colore, lo stesso timbro di…
-
9 novembre 2009

“Ogni giorno Leila attraversava le colline, le montagne più impervie, le pianure, alla ricerca di nuove storie, e sembrava non conoscere la stanchezza.Passarono gli anni e Leila divenne la narratrice più conosciuta della regione. Ma la cosa più straordinaria era che lei stessa era la prima a innamorarsi dei suoi racconti. Parlava con le stelle,…
-
8 novembre 2009

Il sentimento di felicità può essere di natura assolutamente fisica: il contatto con gli elementi, l’aria, l’acqua, la terra, gli odori. La nostra memoria consapevole non trattiene tutte queste percezioni, ma esse rimangono inscritte nel corpo. Non ricordiamo quando, dove quel vento ha sfiorato la nostra pelle, né la carezza dell’aria, né il caldo del…
-
7 novembre 2009

Il primo giorno di lezione, in riva al fiume ancora immerso nell’alba, il vecchio Soseki chiese a Yuko di chiudere gli occhi e di immaginare il colore.“Il colore non è all’esterno. Esso è in noi. Solo la luce è fuori,” disse. “Cose vedi?”“Nulla. Con gli occhi chiusi vedo solo del nero. Perché voi no?“No,” rispose…
-
6 novembre 2009

-
5 novembre 2009

-
4 novembre 2009

Lettrice «allettata» Da sempre, per me, libro e letto sono associati. È una cosa che risale all’età analfabeta in cui, non appena mi ero infilata nel mio lettuccio, mi leggevano storie «da far cascare dal sonno». Mi coricavo senza fare storie grazie alle storie.Non mi piaceva che me le raccontassero, volevo che me le leggessero.…
-
3 novembre 2009

Annusare con passione il tuo corpolievemente profumato di gioia,esplorare con cura il tuo voltosottilmente truccato da diva,sopportare la forza del tuo sguardoaugurandomi non avere un infarto;non mi sembra una cosa da poco,domani dovrò cercarvi un rimedio,reciterò 10, 100, 1000 mea culpa, ma,adorarti, è veramente un peccato? Luigi De Luca – Il penitente
-
2 novembre 2009

-
1 novembre 2009

Sono uscita dal castellocon le chiavi strette in mano,mi aspettavi.Siamo andati insiemesenza tenerci per mano.Mi hai chiesto l’ebrezzati ho dato l’innocenza.Poi sei svanito,o megliola nebbia ti ha inghiottitoperso dietro futili motivi.Io sono rimasta solanell’ovatta biancaad aspettare la resurrezione.
