Clara Piacentini: “Una farfalla con le stampelle”

Una farfalla con le stampelle di Clara Piacentini è un libro di non facile lettura, si deve assaporare con lentezza per entrare nel cuore di un argomento doloroso come quello della disabilità.

Il dolore è fisico e morale, nel corpo e nell’anima, nella carne che non risponde agli stimoli e nell’isolamento che la società riserva a chi è diverso.

Diverso senza colpa, è questo il nodo, la domanda che Clara si pone fin dalle prime pagine. Perché? Perché proprio a me? Perché non posso misurarmi con gli altri? Perché sono costretta all’immobilità, al silenzio, a fermarmi al confine invisibile che separa e delinea la disabilità.

La vita però è inesorabile, anche disabili si vive, si vive in mezzo agli altri e allora si è costretto a guardarci intorno, anche se in silenzio, e confrontarci giorno dopo giorno con una società che fa mito dei canoni estetici esposti sulle pagine patinate delle riviste, con l’incredulità di chi crede che disabile significanti incapace. È malato il corpo non la mente, non la volontà di sfidare le convenzioni, le difficoltà, come una farfalla che ha necessità delle stampelle per volare.

Un volo che consente di prendere la propria vita tra le mani e che insegna la lentezza, la calma, l’ascolto, l’accoglienza. Sono gli altri che si avvicinano con amicizia se gli sguardi si incrociano e si consigliano un contatto che va oltre le apparenze, oltre il silenzio che cessa di essere esclusione per divenire forza.

Clara con il suo libretto mi ha a poco a poco trasportata nel suo mondo, il mondo di oggi, un mondo che come un frutto ha bisogno dell’amaro del frutto acerbo per sprigionare tutta la dolcezza del frutto maturo. Grazie Clara, anche io conservo un bellissimo ricordo di te.

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